Ogni giorno ci arrivano tantissime e-mail e moltissimi ci chiamano per chiederci le cose più svariate. Diamo sempre risposte veloci ed esaustive, ma forse sarà utile per molti consultare questo elenco dove magari trovare il proprio quesito. A volte leggendo una domanda ed una possibile risposta si comprende meglio cosa si voleva sapere ed aiuta ad una formulazione più precisa.

Perché con tale approccio si accorciano i tempi di trattamento, si elimina la fase di trattamento ortodontico prima dell’intervento. Con l’approccio surgery first la disarmonia facciale viene immediatamente corretta, gli aggiustamenti ortodontici vengono eseguiti solo in un secondo momento e, oltre a non produrre alterazioni estetiche, sono più veloci grazie a fenomeni biologici promossi dalla chirurgia stessa.

Generalmente quasi tutti i pazienti possono optare per l’approccio Surgery First, l’eccezione è rappresentata da poche situazioni occlusali, valutabili con una visita.

I rischi operatori sono sovrapponibili a quelli della chirurgia ortognatica tradizionale, con la sola specifica che nell’approccio Surgery First il ricorso ad osteotomie segmentarie è più frequente che nella chirurgia tradizionale.

L’intervento chirurgico può essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale ed in questo caso il paziente sceglie il centro dove farsi operare ma non il chirurgo specifico. La scelta del chirurgo implica la scelta del rapporto libero-professionale e il costo dell’intervento presenta molte variabili legate alla complessità del caso specifico ed all’operatore. Il costo medio di un intervento di chirurgia ortognatica comprensivo delle spese di ricovero e degli onorari medici varia tra i 15.000 e i 20.000 euro.

Si, il miglioramento è immediatamente visibile dopo l’intervento ed andrà sempre migliorando durante il breve trattamento ortodontico postchirurgico, contrariamente a quanto avviene con la procedura tradizionale in cui il paziente è costretto a lunghi tempi di terapia ortodontica durante la quale per effetto della “ decompensazione” delle arcate dentali va incontro a un netto peggioramento estetico e della qualità di vita.

I brackets ortodontici verranno applicati solo qualche giorno prima dell’intervento chirurgico

In media intorno ai 6 mesi

In media 2 ore e 30 minuti per un intervento bimascellare. L’intervento ha generalmente una durata leggermente superiore a quella dell’approccio tradizionale, in quanto può essere necessaria la esecuzione di osteotomie segmentarie e l’applicazione di splint, per ottenere una stabilità occlusale postoperatoria in mancanza di una ortodonzia preoperatoria.

Si un po’ di edema post operatorio è inevitabile ma non è possibile prevedere l’entità del gonfiore post-operatorio, nell’approccio surgery-first quanto in quello tradizionale, le reazioni sono variabili da paziente a paziente; solitamente si gonfia di meno chi ha meno grasso sottocutaneo.

Si, già dal giorno successivo all’intervento il paziente potrà fare colazione e curare la propria igiene orale; ci può essere un po’ di disagio perché sarà presente una limitazione dell’apertura della bocca durante il primo periodo post-operatorio dovuto sia alla tensione muscolare sia al gonfiore, ad ogni modo si tratta di una condizione transitoria che si risolverà in breve tempo.

I pazienti potrebbero avere difficoltà a parlare durante il primo periodo post-operatorio, difficoltà dovuta sia alla tensione muscolare sia al gonfiore, ad ogni modo si tratta di una condizione transitoria che si risolverà in breve tempo.

I pazienti per 4/5 settimane dopo l’intervento chirurgico dovranno alimentarsi con pasti liquidi/frullati/morbidi.