Che cosa è la procedura terapeutica denominata: Surgery First

La patologia

Malocclusioni dento scheletriche:

deformità o anomalie dello scheletro facciale e dei denti definite nel loro insieme malformazioni maxillo-mandibolari; si tratta di patologie caratterizzate dall’eccesso o dal deficit di crescita della mandibola o del mascellare superiore e dalla mancata proporzionalità tra l’arcata dentaria superiore ed inferiore, con conseguente alterazione dell’occlusione dentaria e dell’estetica del volto. Tali alterazioni possono comportare la compromissione o l’alterazione di funzioni importanti quali la masticazione, la respirazione e la fonazione nonché problematiche psicologiche legate all’aspetto fisico.

In sintesi si tratta di una alterazione di crescita dei mascellari che si manifesta durante lo sviluppo del bambino ed in modo particolare durante l’adolescenza: si può manifestare con la protrusione ed allungamento della mandibola, con un iposviluppo del mascellare superiore o della mandibola, con una laterodeviazione della mandibola e del mascellare con conseguente asimmetria facciale, con una faccia più lunga o più corta del normale ( long face syndrome/ short face syndrome); poiché le arcate dentali “poggiano” sui mascellari, una delle conseguenze sarà che l’alterazione di posizione dei mascellari determinerà anche una alterazione del rapporto tra le 2 arcate dentali: la malocclusione dento scheletrica.

E’ una patologia con il suo quadro sintomatico rappresentato da:

sintomi funzionali    

  • malocclusione ( alterazione del normale rapporto tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore)
  •  alterazione della funzione masticatoria, talvolta anche della fonazione e della  respirazione
  •  alterazione della digestione
  •  disordini dell’articolazione temporo-mandibolare e possibilità di problemi posturali

sintomi estetici

  • inestetismo del viso e del sorriso

sintomi psicologici

  • basso livello di autostima, difficolta di espressione e di comunicazione con  gli altri.

 

La terapia tradizionale

Funziona molto bene poichè restituisce una normoocclusione, una riacquisizione completa delle funzioni e una buona estetica facciale permettendo al paziente di riacquisire l’autostima e di  avere rapporti più sereni con gli altri.

La terapia tradizionale prevede 3 tempi:
  1. ortodonzia prechirurgica,
  2. intervento chirurgico di osteotomia dei mascellari,
  3. ortodonzia postchirurgica

Questa terapia , abbiamo detto, dà ottimi risultati ma è totamente  inadeguata per il paziente, nel senso che lo costringe ad un iter molto pesante, lungo, ad alto costo biologico.

Analizziamo il perché:

La  ortodonzia prechirurgica, prevede il montaggio sulle arcate dentali di un apparecchio ortodontico, antiestetico, che limita ancora di più le funzioni del paziente già deficitarie, che peggiora ovviamente l’estetica del sorriso e del viso, già ampiamente compromessa dalla patologia malformativa. Questa fase della terapia dura in media 1 anno e mezzo/2 anni,  anni in cui il paziente si trova in condizioni estetiche e funzionali molto peggiori di quelle già determinate dalla patologia, con le ovvie conseguenze psicologiche;

questi 2 anni di terapia vengono seguiti sempre con la preoccupazione dell’intervento chirurgico che seguirà, con le incognite e le paure che un intervento chirurgico suscita nei pazienti.

Terminata la terapia ortodontica prechirurgica si procederà con l’intervento di chirurgia ortognatica e finalmente, dopo qualche settimana di terapia post operatoria e dieta liquida , il paziente potrà  godere di una buona condizione estetica e funzionale. Però la terapia non è ancora finita perché seguiranno altri 6/8 mesi di terapia ortodontica postchirurgica.

In sintesi : dai 3 ai 4 anni di terapia in media, in condizioni di totale inestetismo del viso e del sorriso e di grave deficit delle funzioni masticatorie e foniatriche , nella condizione psicologica che si può immaginare.

 

La nuova procedura terapeutica: Surgery First

 

Come funziona?  Il paziente viene operato subito e da subito potrà godere dei benefici estetici e funzionali della terapia. Seguirà un trattamento ortodontico post operatorio molto breve, in media circa 6 mesi, mai oltre i 10 mesi, talvolta sono sufficienti solo 4 mesi di terapia.

La breve fase del trattamento ortodontico sarà seguito ovviamente con molta partecipazione ed entusiasmo da parte del  paziente che ha già riacquisito un ottima estetica  e tutte le sue funzioni.

La velocità del trattamento è collegata a 2 situazioni biologiche:

  • accelerazione dei tempi ortodontici conseguente alla liberazione di fattori proteici da parte dei processi infiammatori / riparativi, attivati dalle osteotomie eseguite, proteine che attivano ed accelerano i processi di rimodellamento osseo, che sono alla base dei movimenti ortodontici.
  • sinergia che si crea tra le forze messe in campo dall’apparecchio ortodontico e la normale capacità di adattamento di posizione tra i denti delle arcate antagoniste , una volta che sono stati corretti i rapporti tridimensionali dei mascellari.

 

In conclusione questa tecnica permette di risolvere in pochi mesi la patologia malformativa che la tecnica terapeutica tradizionale risolve in 3 anni circa.

 

     Perchè “ Surgery First”

  • I pazienti possono stabilire la data dell’intervento chirurgico ( entro 30 giorni dalla I visita);
  • Non hanno bisogno di un trattamento ortodontico preoperatorio;
  • Dopo l’intervento godono da subito dei benefici estetici e funzionali del trattamento ( al 90%)
  • Non vanno incontro a quel processo di imbruttimento determinato dalla “ decompensazione” delle arcate dentali prodotta dalla terapia ortodontica prechirurgica
  • C’è una riduzione totale del tempo di terapia ( anche più del 70%; la durata media del trattamento con l’ approccio Surgery First è di circa 6 mesi).
    •  Tale riduzione è conseguenza di 2 fattori:
      1. Regional acceleratory phenomenon ( RAP): le osteotomie eseguite nel corso dell’intervento, liberano dei fattori proteici che accelerano i processi di rimodellamento osseo che sono alla base dei movimenti ortodontici;
      2. Si determina una sinergia tra gli effetti delle forze ortodontiche e la naturale capacità di adattamento dei denti delle arcate antagoniste, una volta che le basi scheletriche sono stabilizzate dall’intervento chirurgico nel giusto rapporto tridimensionale.

 

 Il paziente affronta con maggiore serenità il breve trattamento ortodontico postchirurgico perché ha già ottenuto il beneficio estetico desiderato e ha già superato l’incognita dell’operazione chirurgica.

La stabilità del risultato è uguale o superiore a quella determinata dalle procedure terapeutiche tradizionali.

Normale procedura Ortodontico-Chirurgica

Il trattamento ortodontico prechirurgico (OP) prepara la dentatura alla chirurgia (C) eliminando i naturali compensi anatomici e causando un peggioramento estetico e funzionale. La chirurgia interviene dopo circa 18 mesi e il trattamento ortodontico post-chirurgico (OD) conduce alla finitura, portando a conclusione un percorso terapeutico della durata di circa 24/30 mesi.

Surgery First

La chirurgia (C) interviene subito nella eliminazione del difetto scheletrico, migliorando l’estetica del volto. Il trattamento ortodontico è solo successivo alla chirurgia (OD) e risulta essere più rapido per lo sfruttamento del RAP (Rapid Accellerating Phaenomena) e perché i movimenti non avvengono contro basi scheletriche e funzioni.